Ho saputo che in Italia ci sono state le elezioni. Voi siete andati a votare?
Beh io no...Qui a Bananas e Coccobellos non esiste un'ambasciata italiana, fortunatamente.
Questa mattina mentre facevo colazione ho seguito i risultati. Beh che dire, complimenti vivissimi a tutti, perchè a quanto ho capito hanno vinto tutti. Il Pdl ha vinto confermandosi il primo partito primo partito d'Italia con il 35% delle preferenze. Beh certo ci si aspettava qualcosa di più, ma vuoi mettere la soddisfazione di aver staccato di nove punti quei pericolosi comunistardi del Pd? Ha vinto anche la Lega, che è volata oltre il 10% e adesso può finalmente prepararsi a fare a pezzi il Paese. Ha vinto l'Italia dei Valori che ha raddoppiato le preferenze rispetto alle politiche dell'anno scorso e tutti sembrano incomprensibilmente stupiti di ciò. Ha vinto il Pd, che è riuscito a contenere l'emorragia dei voti e anzi rispetto ai sondaggi di febbraio ha guadagnato quattro punti percentuali. Hanno vinto le sinistre radicali, che no, non ce l'hanno fatta a raggiungere lo sbarramento del 4% ma hanno tenuto alto l'onore e la bandiera e non si sono piegate a compromessi.
Cazzo, pensavo mentre guardavo il tg, in Italia i politici italiani sembrano tutti contenti...
Ma com'è che quelli che sono rimasti lì sono tutti incazzati?
E' una splendida giornata oggi nello stato libero di Bananas e Coccobellos. Mentre vi scrivo sono disteso su una sdraio a due piazze, qui sulla spiaggia di Bahia Blanca. Il mare limpido e azzurro mi rinfresca con la sua brezza e mi rende più che sopportabili i 35 gradi di oggi. Guardo il cielo, non c'è neanche una nuvola e se ho voglia di bere allungo un braccio e bevo dalla noce di cocco il latte più fresco che abbia mai assaggiato. La mia vita sembra un paradiso e forse in effetti lo è. Ma non posso fare a meno di pensare ai miei amici sfortunati che sono rimasti in Italia. Dio solo sa come facciano a non impazzire. Io per non impazzire mi sono dovuto imbarcare sul primo aereo, che no...eheheh non è l'Airbus 330 che è scomparso in mezzo all' Atlantico, sarebbe troppo facile farvelo credere...Semplicemente un giorno, un giorno come un altro in cui il disgusto per quello che stava accadendo nel mio Paese aveva oltrepassato il limite, me ne sono andato. Ho chiuso la porta dietro di me e sono salito sul primo aereo, destinazione stato libero di Bananas e Coccobellos.
Ho lasciato l'Italia alle spalle. Storia finita, chiusa, sepolta pensavo. Eppure...eppure da qualche giorno ho cominciato a sentire un certo magone quando ripenso al mio Paese. E oggi questo magone è esploso in una rabbia che non potete immaginare. Ho sentito dei miei amici di Verona, mi hanno aggiornato su quello che sta succedendo da loro. Beh...non sta succedendo niente di buono. Adesso vi riporto quello che mi hanno raccontato:
"Mercoledì 27 maggio, è una serata in apparenza tranquilla a Verona. La luna illumina la "bella" città, come la definiva Shakespeare. C'è fermento nel centro storico. Come ogni mercoledì gruppi di ragazzi si riuniscono in piazza dei Signori, chiamata dai cittadini affettuosamente piazza Dante per la statua del sommo poeta che vi si erge in mezzo. I mercoledì di piazza Dante sono ormai una simpatica tradizione da qualche anno. E' lì che il mercoledì sera i giovani si riuniscono per fare musica, cantare, organizzare degli spettacoli all'aperto, fare giocoleria. Non ci sono mai stati troppi problemi. Piazza Dante non è in mezzo alle case, lì non abita nessuno . Piazza Dante è immersa nella storia, chiusa ai suoi quattro lati dal Palazzo del Cansignorio, dal Palazzo del Podestà, dalla Loggia di Fra Giocondo e altri importanti palazzi. Insomma, tutt' al più i ragazzi di piazza Dante l'unico che potrebbe essere disturbato dai canti e dalle schitarrate dei butei di piazza Dante, è il fantasma di Cansignorio della Scala. Ma...evidentemente a qualcuno sta molto a cuore il sonno dello spettro dell'antico signore di Verona (che visse nel XIV secolo) perchè mercoledì 27 maggio vengono inviate in piazza Dante quattro volanti della polizia municipale per fermare e identificare dei ragazzi che stanno suonando i bonghi. Da qualche tempo lo sceriffo, pardon il sindaco di Verona, ha emesso un'ordinanza (oltre a quella che impedisce di mangiare i kebab per strada) che vieta alla gente di suonare strumanti musicali dopo le 22. C'è una discussione ma la cosa dopo pochi minuti sembra rientrare. I due criminali si rassegnano a pagare la multa (aiutati da una colletta estemporanea organizzata in piazza) e la cosa sembra finita.
In realtà è appena iniziato tutto. Le quattro volanti non se ne vanno, anzi restano lì a presidiare la piazza. Qualcuno domanda a loro perchè restano lì e gli viene risposto che sono in attesa di ordini, nel caso ci fosse la necessità di caricare. Sembra una risposta talmente assurda che viene scambiata per una battuta visto che la situazione è assolutamente tranquilla.
Invece dopo pochi minuti 6 vigili della municipale lasciano la loro postazione per avvicinarsi a un ragazzo che sta continuando a suonare la sua chitarra. Lo circondano e lui smette di suonare. I suoi amici si avvicinano per capire cosa sta succedendo, e a chi osa fare una legittima domanda viene chiesto il documento. I vigili tengono stretto il ragazzo e cercano di allontanarsi spintonando il capannello di gente, tra le proteste generali. DOpo un minuto fanno irruzione in piazza Dante 4 camonionette della celere da cui scendono dieci celerini armati di manganello che cominciano a menare a casaccio. E' il caos.
DUe ragazzi vengono portati via con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e rifiuto di fornire i documenti sempre con aggravante. Vengono portati in questura, da dove vengono rilasciati due ore dopo con evidenti segni percosse".
Questo è il racconto di una serata di ordinaria follia nella "bella" Verona. A dire il vero io non sono stupito più di tanto per ciò che è accaduto. Ho vissuto quattro anni nella splendida città scaligera e ho potuto constatare con mano il cambiamento di rotta impresso dal sindaco Tosi e dalla sua giunta di marca Lega Nord. Il sindaco Tosi è stato eletto quasi con un plebiscito (61 % dei voti) al termine di una campagna elettorale incentrata sul problema della sicurezza. Secondo Tosi e suoi uomini il problema della sicurezza è derivato dalla forte presenza degli immigrati. Eppure...eppure io ho vissuto nel quartiere a più alta concentrazione di immigrati della città, il 19 %, e di problemi non ne ho mai avuti. Quello che ho potuto vedere negli ultimi anni è invece un verticale incremento dei reati commessi dai militanti dell' estrema destra. Dov'era la sicurezza sbandierata da Tosi quando un gruppo di neofascisti pestava a morte Nicola Tommasoli per una sigaretta negata, la notte del 1 maggio 2008? Dov'è la sicurezza di Tosi quando squadracce di fascisti girano per la città con i tirapugni a seminare il terrore tra la gente? Una delle ultime imprese di queste persone è stato il pestaggio otto contro uno nei confronti di una ragazza. Questi ragazzi sono stati successivamente identificati e incarcerati. Qualche giorno fa, il fratello diciasettene di uno di questi ragazzi non ha trovato di meglio che aggredire il procuratore Schinaia colpendolo a bottigliate e spedendolo all'ospedale. Non riteneva giusta l'incarcerazione del fratello. E ancora, perchè in piazza Dante vengono mandati i celerini con i manganelli mentre a 50 metri in piazza Erbe, dove abita la gente è concesso di schiamazzare fino alle tre del mattino, in un'orgia di alcol e cocaina? Sì perchè in piazza Erbe gira la "gente bene" di Verona e lì non ho mai visto passare neanche una volante. Perchè da quando Tosi ha assunto la carica di sindaco, la polizia fa visita una sera sì e l'altra anche all'ex circolo arci Malacarne, mentre nel vicino pub Campus non ci vanno mai? Eppure il Campus è grande 5 volte il Malacarne ed ha una clientela di 5 volte più consistente, e se ci sono problemi di ordine pubblico avvengono lì. Sarà mica perchè il gestore del Campus è un amico e sodale politico di Tosi, nonchè consigliere comunale nella sua giunta. E allora se è questa la Verona che Flavio Tosi vuole, che se la tenga. Io sono ben contento di starmene qui sdraiato sulla spiaggia di Bahia Blanca nello stato libero di Bananas e Coccobello e alla prossima puntata....
ah dimenticavo... voi lì in Italia, sapevate niente di tutto questo? Le tv ne hanno parlato? E i siti internet? No, è solo pura e semplice curiosità...

[El País]
Le immagini non mettono allo scoperto l’intimità del primo ministro, bensì la sua deriva autoritaria
Non si sbagli Silvio Berlusconi: è la stampa democratica quella che rispetta la sua intimità, mentre lui non la smette di metterla sul banco degli accusati. Perché la pubblicazione delle fotografie delle sue feste private non obbedisce a nessun tentativo di giudicare la sua morale come cittadino, bensì al proposito di dimostrare che lui, in qualità di Presidente del Consiglio, sta cercando di trasformare lo spazio della politica democratica in un semplice prolungamento dei suoi rapporti di amicizia e dei suoi intrattenimenti.
È esattamente questo che, stando alle sue dichiarazioni, ha fatto, quando successivamente ha stilato le liste elettorali del suo partito e nel momento di assegnare le responsabilità di Governo. E non bisogna neanche dimenticare l’uso fatto delle agevolazioni che lo Stato mette a disposizione del Presidente del Consiglio per svolgere le sue responsabilità istituzionali. Trasportare invitati alle feste private non è compito degli aerei ufficiali, poco importa a questo punto se si tratti di ballerine o presentatori televisivi. E il fatto che il primo ministro, nel 2008, abbia deciso di far approvare una legge che dava libero accesso ai voli di Stato a qualsiasi accompagnatore, non gli offre una copertura giuridica, ma al contrario evidenzia un flagrante abuso di potere.
La stampa italiana ha denunciato lo scandalo e la risposta del Presidente del Consiglio non si è limitata a negare o trivializzare i fatti, presentandosi come un paternale protettore di ragazzine delle quali assicura di apprezzare gli speciali talenti artistici o politici. Facendo ricorso alla confusione tra interessi pubblici e privati, Berlusconi ha anche cercato di screditare i cittadini che, sua moglie in primis, erano nella condizione di corroborare le denunce. Questo genere di pressioni sono la prova che, sotto Berlusconi, la libertà d’espressione è minacciata. La procura italiana, dal canto suo, ha sequestrato l’intero archivio del fotografo che scattò le immagini.
Con questo scandalo, Berlusconi viene messo a nudo, ma non come cittadino, bensì come politico. Se fino ad ora le sue sparate erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuove e forti ragioni per mettere tutti in guardia sul fatto che il Presidente del Consiglio sta mettendo in gioco il futuro dell’Italia come Stato di diritto. E un’Italia che scivoli giù lungo la china dove Berlusconi la sta trascinando non è solo motivo di preoccupazione per gli italiani, ma bensì per tutti gli europei.

